EvdOgni euro investito nel Ssn ne genera quasi il doppio e se l’investimento pro-capite di risorse fosse pari a quello della Germania, si creerebbero 2 milioni e mezzo di nuovi posti di lavoro, non limitatamente al settore. Questo, in sintesi, quanto si evince dai dati del Rapporto FNOMCeO-Censis: “Il valore economico e sociale del Servizio Sanitario Nazionale – Una Piattaforma fondamentale per il Paese”, che ha analizzato gli impatti economici e occupazionali – diretti, indiretti e indotti – della spesa sanitaria pubblica.

EvdÈ lapidario il giudizio di Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, su quanto previsto dalla Manovra 2024 per la sanità: “La Manovra non lascia affatto intravedere un rilancio progressivo del finanziamento pubblico del Ssn, né interventi in grado di ottimizzare la spesa sanitaria. L’80% dell’’incremento dei 3 miliardi stanziati per il 2024 servirà per rinnovare i contratti del personale sanitario".

"La legge di Bilancio 2024 - ha dichiarato Pina Onotri segretario generale Smi - anche se vede per la sanità un aumento del valore delle risorse che lievitano in  termini assoluti, indica, allo stesso tempo, un abbassamento del rapporto tra spesa sanitaria e Pil per gli anni a venire che preoccupa. Occorrerebbero 5 miliardi di euro all’anno per i prossimi cinque anni per ripristinare un Ssn efficiente e rispondente ai bisogni di salute dei cittadini".

"In attesa dell'aumento del fondo nazionale previsto per il 2024 - ha dichiarato Raffaele Donini, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni  - molte Regioni non riusciranno a chiudere in pareggio il bilancio di quest'anno, appesantite come sono, dai mancati rimborsi per la gestione Covid e per l'aumento dei costi energetici, oltre all'incidenza dell'inflazione nella spesa sanitaria".

Il monito viene dalla Federazione Cimo-Fesmed che, pur giudicando positivamente i 3,3 miliardi di euro in più per il Fsn del 2024, precisa: "Occorre evitare che tali risorse siano sprecate o che si perdano tra i meandri della burocrazia con ritardi che, spesso, impediscono l’utilizzo totale dei finanziamenti, come accaduto a circa i due terzi delle risorse, inutilizzate, stanziate dall'ex Ministro alla Salute Roberto Speranza".