Un vero e proprio plebiscito per il Servizio Sanitario Nazionale emerge dall’indagine dell’Istituto Piepoli, commissionata dalla FNOMCeO, sul Ssn come fattore determinante per unire il Paese e farlo crescere. L'indagine ha coinvolto l’opinione pubblica e il personale medico. Oltre a volere una sanità pubblica, il 90% dei cittadini chiede che il Ssn sia una priorità per il governo. Inoltre il 75% degli italiani intervistati si dice non disponibile a rinunciare al diritto di scegliere il proprio medico di famiglia.
Per Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao Assomed, suscita enormi perplessità quanto annunciato dal presidente del Consiglio in merito alla defiscalizzazione degli straordinari e delle retribuzioni dei medici per l'abbattimento delle liste d'attesa. Per il segretario si tratterebbe "solo di una scorciatoia che non costa niente e dà l’illusione di fare qualcosa".
L'allarme è stato lanciato da Tonino Aceti, presidente dell’associazione Salutequità durante una dichiarazione rilasciata all’Adnkronos Salute sulle risorse previste nei prossimi anni per il FSN. "Facendo i conti, in termini assoluti - ha spiegato - parliamo per il prossimo anno di circa 1 miliardo e 800mila euro in meno di spesa sanitaria prevista”. E questo “proprio quando saranno introdotti i nuovi Lea”.
Le esperienze di sanità territoriali eccellenti come punto di partenza per un reale cambiamento nel servizio sanitario italiano: è la filosofia alla base del volume “La comunità che cura – Dall’esperienza al modello di gestione della cronicità nel Sistema Sanitario Nazionale”, presentato di recente a Roma, al Ministero della Salute, nel corso di un forum istituzionale e realizzato con il contributo di Galapagos in partnership editoriale con Egea, racconta quali innovazioni si stanno attuando a livello regionale per migliorare la presa in carico del paziente cronico.
La disponibilità di camici bianchi è critica in molte aree d’Italia ed è peggiorata negli ultimi anni, estendendosi dai pediatri anche ai medici di famiglia. Cambiare il Mmg è diventato sempre più difficile. A Trento, Milano, Torino, Bologna e Cagliari solo un Mmg su quattro ha disponibilità. Questo è uno dei dati rilevati dall'inchiesta messa a punto da Altroconsumo che avverte: "Si sta assistendo a una vera e propria desertificazione, che si è aggravata recentemente a causa del grande esodo di medici che vanno in pensione senza un ricambio proporzionato di giovani che li sostituiscano".