EvdIl Rapporto civico sulla salute 2023, presentato a Roma presso il Ministero della Salute da Cittadinanzattiva, mostra un quadro impietoso sulle défaillance del nostro Ssn attraverso dati e testimonianze rilasciate dai cittadini. La situazione è tale che, non a caso, il Rapporto è stato diffuso all’interno di una giornata più generale dal titolo: “Urgenza sanità” in cui  Cittadinanzattiva ha annunciato una serie di iniziative tra cui una mobilitazione permanente a difesa del Ssn e del diritto alla salute.

La FNOMCeO e le Società medico-scientifiche che hanno partecipato alle GIMA 2023, su proposta e unitamente ad ISDE Italia e AIE, chiedono alle autorità politiche di ascoltare la voce del mondo scientifico e adottare senza ritardi le azioni utili sia a ridurre l’inquinamento atmosferico sia a mitigare il cambiamento climatico. I due fenomeni agiscono sinergicamente sulla salute umana, contrastando o riducendo l’efficacia delle terapie.

Dieci punti chiave e quarantasette azioni concrete per migliorare la qualità e la sicurezza delle cure in ospedale, attraverso impegni che coinvolgono reciprocamente le aziende socio-sanitarie, i cittadini e le istituzioni. È questo l’obiettivo della Carta della qualità e della sicurezza delle cure, promossa da Cittadinanzattiva e Fiaso. Il grande tema che ha ispirato il lavoro della Carta è relativo al rischio infettivo correlato all’assistenza sanitaria e alla diffusione dell’antimicrobico resistenza.

Le CdS, avviate in Lombardia, presentano un panorama piuttosto eterogeneo per tipologie organizzative, cioè quantità e qualità dei servizi offerti e presenza di personale. Poche rispondono completamente agli standard nazionali e regionali, anche se la situazione va considerata in continua e progressiva evoluzione. Questo, in sintesi, è quanto emerge dai primi risultati dello studio, ancora in corso, su “Case della Comunità e riforma dell’assistenza territoriale” realizzato dal Centro Studi di Politica e Programmazione Socio-Sanitaria dell'Istituto Mario Negri.

EvdA darne notizia Simona Loizzo, presidente del neonato Intergruppo Parlamentare Sanità Digitale e Terapie Digitali. "Ci poniamo come obiettivo  - ha annunciato - di legiferare in 18 mesi e dar vita a un decreto legge per inserire le terapie digitali in un campione omogeneo di terapie che vanno codificate all'interno di linee guida e che devono essere fruibili e non a pagamento".