Non sono andate a buon fine le richieste del Ministro della Salute sulla necessità di nuovi risorse per il comparto. Le dichiarazioni del Ministro dell'Economia a Cernobbio sulla prossima Legge di Bilancio, all'insegna della prudenza, non fanno ben sperare. E a confermare che si continuerà a 'sottofinanziare' il Ssn c'è poi il Dpcm con la definizione degli obiettivi di spesa 2024-2026 per ciascun Ministero, pubblicato sulla G.U. del 18 agosto, il Ministero della Salute dovrebbe risparmiare 14,3 milioni nel triennio 2024-2026. "È evidente che il diritto alla tutela della salute non è più una priorità politica”. Ha commentato il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta.
"I cittadini chiedono risposte. Se non ci saranno fondi in più per il Ssn - ha dichiarato Pierino Di Silverio, segretario nazionale dell’Anaao-Assomed - temo che per il Governo ci sia il rischio di affrontare una rivolta sociale, non è possibile pensare all’ennesima spending review. Qui c’è da attuare un piano Marshall per salvare il Servizio Sanitario Nazionale”.
Questo l'appello lanciato durante la seconda edizione della Midsummer School di Motore Sanità, svoltasi a Roma. Per gli esperti presenti al meeting, bisogna puntare sulle nuove tecnologie per un accesso sempre più appropriato ed universale alla prevenzione e alle terapie e sulla costruzione di reti integrate per la presa in carico dei pazienti.
"Sollecitiamo i governi a mantenere e a non smantellare i sistemi che hanno costruito per il Covid che resta una minaccia per la salute globale, sebbene l'emergenza sanitaria globale sia finita". Questo è l'appello lanciato di recente dal direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus.
Si è svolto di recente il primo incontro del Tavolo tecnico istituito dal Ministro della Salute che dovrà portare alla revisione dei Dm 70 (standard assistenza ospedaliera) e Dm 77 (standard dell’assistenza territoriale). Ora, tutti i partecipanti sperano che si potranno affrontare congiuntamente le criticità della sanità ospedaliera e di quella territoriale. Ma stando ai commenti dei vari sindacati di categoria, il percoso appare difficile e tutto in salita, soprattutto perché mancano le risorse per attuare qualsiasi tipo di riorganizzazione.