Maria Luisa Brandi, Presidente di Firmo, ha sottolineato che "La prevenzione è lo strumento più efficace contro queste patologie. Dove corretti stili di vita, apporto di calcio e vitamina D, rinuncia a fumo e alcool e attività fisica regolare non bastano, allora sono i controlli regolari dai giusti specialisti la carta vincente. La diagnosi precoce, infatti, permette di controllare o ridurre le conseguenze a lungo termine di queste patologie".

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L'edizione 2025 dello STADA Health Report costituisce un'ampia ricerca online focalizzata sullo stato di salute e benessere della popolazione in Europa. I risultati restituiscono una fotografia della realtà italiana in cui adottare uno stile di vita sano e sostenibile si rivela  una sfida complessa: 4 italiani su 10 non riescono a mettere in pratica i buoni propositi e a mantenere abitudini salutari, lamentando numerosi ostacoli.

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La medicina di laboratorio è fondamentale nella prevenzione, offrendo strumenti in grado di identificare le alterazioni patologiche ancor prima della comparsa dei sintomi, consentendo l'attuazione di interventi preventivi mirati che possono bloccare o rallentare la progressione della malattia.

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In occasione della Giornata Mondiale della Vista l'Associazione Pazienti Malattie Oculari (Apmo) ha organizzato il suo primo Congresso nazionale. Questo evento ha acceso i riflettori su una realtà sanitaria critica: nonostantele tecnologie avanzate, i trattamenti innovativi e gli strumenti diagnostici precoci, all'oftalmologia è dedicato solo l'1% della spesa sanitaria pubblica, portando a una marginalizzazione di questa disciplina.

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Le recenti scoperte scientifiche stanno sfidando uno dei pilastri della medicina clinica: la prevenzione secondaria nel post-infarto. Questi risultati sottolineano la necessità di integrare nuove evidenze e accelerare l'adozione di strumenti diagnostici innovativi nell'assistenza primaria.

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La gestione dell'intervallo tra la prima dose di vaccino e quella di richiamo è un fattore determinante per l'esito della diffusione epidemica. “I risultati mostrano che, con risorse  scarse e tempi di attesa per le dosi lunghi, l'approccio più efficace è dare priorità assoluta alla prima dose, così da aumentare rapidamente la copertura vaccinale iniziale”, afferma Francesca Colaiori, ricercatrice del Cnr-Isc. 

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