Sono all’orizzonte nuove possibili strategie di trattamento personalizzato del diabete mellito di tipo 1, che potrebbero portare a migliorare diagnosi e gestione della malattia. A suggerirlo uno studio dell’Università di Siena, guidato dal professor Francesco Dotta, ordinario di Endocrinologia e direttore della UOC Diabetologia dell’AOU Senese, finanziato dalla UE nell’ambito del progetto INNODIA e dal Ministero dell’Università e della Ricerca.

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Secondo i risultati del progetto AFFECT-EU, che ha di recente tenuto il suo evento finale a Bruxelles, le persone a rischio dovrebbero sottoporsi al test per la fibrillazione atriale ogni volta che si recano a una visita medica routinaria. I pazienti ad alto rischio di malattia, come quelli con insufficienza cardiaca o precedente ictus, dovrebbero essere invitati a sottoporsi a un test di screening.

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È stata valutata una coorte di 96.576 partecipanti allo studio Kailuan e la Mafld è stata definita come presenza di steatosi epatica e disfunzione metabolica e classificata come lieve o significativa mediante ecografia. Dopo un follow-up mediano di 14 anni, 2939 partecipanti hanno sviluppato Hf. La Mafld lieve e la Mafld significativa erano associati a un rischio più elevato di Hf in tutti i casi e il rischio differiva in base al sesso e all’età. 

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Secondo uno studio del Dipartimento di Medicina Interna dell’Università dello Utah, l’esercizio aerobico regolare più avanti negli anni previene l’instabilità genomica caratterizzata da danni al Dna e disfunzione dei telomeri. I dati sono stati presentati all'American Physiology Summit, l'incontro annuale di punta dell'American Physiological Society (APS), a Long Beach, in California. 

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Durante un attacco di asma, le cellule immunitarie linfoidi innate di gruppo 2 (ILC2) possono diventare iperattive, causando un'infiammazione eccessiva e una stenosi delle vie aeree, con conseguenti difficoltà respiratorie. Questo nuovo studio condotto dai ricercatori della Keck School of Medicine della University of Southern California ha fatto chiarezza sui fondamenti biologici del fenomeno.

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L’allocuzione significa “il Ramadan sia generoso”. E che lo sia davvero sulla salute del cuore lo dimostra il fatto che coloro che osservano il precetto religioso possono ridurre, anche se temporaneamente, il colesterolo, altri lipidi e i marcatori infiammatori nel sangue. Questa è la conclusione di un gruppo di scienziati che hanno esaminato il modello del digiuno intermittente del Ramadan (RIF) nelle persone in sovrappeso e obese.

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Intervista


Sistema immunitario: differenze di genere e l'esempio della Sindrome Asia
Daniela Rossi
Responsabile della Struttura Divisionale di Reumatologia Ospedale San Giovanni Bosco, Asl Città di Torino

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