EvdUn quadro sfaccettato della salute in Europa, quello proposto dallo STADA Health Report 2025, l’indagine annuale che quest’anno ha coinvolto 27 mila cittadini europei di 22 Paesi del nostro continente, presentata nei giorni scorsi a Berlino. Più attenzione ad auto-cura, esercizio fisico e alimentazione sana ma, spesso, alle buone intenzioni, non seguono azioni altrettanto efficaci. La fiducia nei professionisti sanitari rimane alta, ma persiste preoccupazione per lo stato di salute dei sistemi sanitari nazionali.

EvdIl XIII Rapporto CreaSanità afferma che i Lea non bastano più per misurare l’universalismo del Ssn. L’analisi delle performance regionali – tra cui soddisfazione dei cittadini, indicatori clinici e sociali – premia il Veneto, penalizza la Calabria, ma mostra segnali di convergenza tra Nord e Sud. Criticità emergono nell’assistenza domiciliare e nella spesa sociale, mentre la qualità della vita percepita non sempre riflette la qualità dell’assistenza sanitaria. 

Nel dibattito pubblico e confronto istituzionale sul ruolo della Cassa dei medici nell’attuale contesto di riforma della medicina territoriale interviene il presidente Alberto Oliveti  per precisare qual è la missione dell’Ente e la natura del suo patrimonio: “Non facciamo speculazione, ma tuteliamo il futuro previdenziale dei medici. Il nostro patrimonio non è privato, è della categoria”.

L’assenza di adeguati riconoscimenti per medici e dirigenti sanitari e per il settore nella Pubblica amministrazione sta spingendo la categoria a valutare l’uscita dal pubblico impiego. Il segretario nazionale Anaao Assomed, Pierino Di Silverio, denuncia tali iniquità, sottolineando le difficoltà nel garantire la stabilità del sistema salute a queste condizioni.

Nel 2024, mentre per la prima volta la rinuncia alle cure entra nel monitoraggio nazionale dei Livelli essenziali di assistenza come indicatore "core", il fenomeno tocca il suo massimo storico. Lo segnala Salutequità, che ha contribuito a introdurre nuovi strumenti di verifica, ma avverte: misurare non basta. Serve un’azione concreta da parte dello Stato, anche sostitutiva verso le Regioni inadempienti, per rendere effettivi i diritti di cura.