Il 52% delle visite mediche non rispetta i tempi e nel 26% dei casi non è possibile prenotare alcun appuntamento a causa dell'indisponibilità dell'agenda e della mancanza di date disponibili, nonostante la legge lo vieti. Questo, in sintesi, quanto emerge da una recente indagine di Altroconsumo che ha misurato l’entità di queste attese e ha messo a disposizione dei cittadini strumenti per ottenere una visita nei tempi previsti dalla normativa. Ad oggi sono quasi 10.000 le persone che hanno utilizzato i modelli delle lettere di reclamo presenti sul sito di Altroconsumo.
Il 46% degli italiani ritiene che il servizio sanitario pubblico meriti un potenziamento. I lunghi tempi di attesa e la carenza di personale medico e sanitario sono motivi di malcontento. Questo è quanto emerge dal sondaggio d’opinione di Ipsos “Priorità e aspettative degli italiani per un nuovo Ssn”. presentato a Roma nel corso della settima edizione di “Inventing for Life Health Summit” e dedicato al tema “Investing for Life: la Salute conta!” in cui si sono confrontati illustri rappresentanti del mondo politico-istituzionale e accademico, esperti della comunità medico-scientifica e Associazioni dei Pazienti.
Simit manifesta una forte preoccupazione sui recenti provvedimenti statunitensi per le possibili ripercussioni sulla lotta alle epidemie. Avverte, inoltre, che il recente ordine esecutivo impartito ai Cdc sul ritiro degli articoli scientifici in fase di pubblicazione, per rimuovere termini considerati “non conformi”, interferisce sulla ricerca e rischia di esacerbare le disuguaglianze sanitarie.
Secondo Cimo-Fesmed alla base del fenomeno della migrazione all'estero dei medici italiani ci sono basse retribuzioni e pressione fiscale eccessiva. Pur rappresentando lo 0,2% dei contribuenti italiani, i medici dipendenti del Ssn versano il 2% dell’intero ammontare Irpef. Secondo Guido Quici, Presidente Cimo Fesmed, preso atto di tale realtà, è necessario aumentare le retribuzioni oppure prevedere agevolazioni fiscali.
Per Cgil, Spi e Fp della Lombardia sono state inopportune le dichiarazioni del Presidente della Regione contro la rilevazione pubblicata dal Ministero della Salute, il cosiddetto “nuovo sistema di garanzia”, sulla qualità della cura della Regione, che evidenzia uno scivolamento della Lombardia dal 4° al 7° posto. Al riguardo i sindacati sottolineano che i Lea devono essere garantiti anche attraverso un efficace sviluppo dell’assistenza territoriale che in Regione è stato per troppi anni marginalizzata e poco attenzionata.