Il peso economico della spesa sanitaria sostenuta dalle famiglie italiane ha superato i 40 miliardi di euro nel 2023, quella pro capite più alta si registra in Lombardia. Quasi il 40% di tale spesa finisce in prestazioni inutili e risulta essere frenata dall’incapacità di spesa delle famiglie e dalla rinuncia a prestazioni per reali bisogni di salute. Motivo per cui non può rappresentare un indicatore affidabile per valutare le mancate tutele pubbliche. Di conseguenza, ridurre la spesa out-of-pocket aumentando quella intermediata da fondi sanitari e assicurazioni non appare realistica. È quanto emerge dal Report dell’Osservatorio Gimbe sulla spesa sanitaria privata in Italia nel 2023, commissionato dall’Osservatorio Nazionale Welfare & Salute (Onws), presentato di recente al Cnel.
Secondo il monitoraggio della Fondazione Gimbe, nel 2022 la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,04 miliardi. I dati elaborati dalla Fondazione confermano anche il peggioramento dello squilibrio tra Nord e Sud, con un flusso enorme di pazienti e di risorse economiche in uscita dal Mezzogiorno verso Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, le Regioni più attrattive che incassano il 94,1% del saldo attivo, mentre il 78,8% del saldo passivo grava sul Centro-Sud. Il 54,4% delle prestazioni erogate fuori regione va al privato accreditato.
A puntare il dito sulle nuove procedure per la certificazione dell'invalidità è la Cgil di Frosinone dove è iniziata da gennaio la sperimentazione e si è riscontrato un crollo del 90% delle richieste a causa di quella che è stata definità "la follia burocratica della metodica on line". Ma, secondo quanto denunciato dalla Cgil, la stessa situazione si è rilevata a Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Perugia, Salerno, Sassari e Trieste. Nel frattempo un grido d'allarme si leva dall'Omceo di Firenze: “Tutto il peso burocratico di questa riforma grava sui Mmg e a rimetterci sono i pazienti”. Intanto arrivano buone notizie dall'incontro tra il ministero delle Disabilità, la Fnomceo e l'Inps.
Il Ministero della Salute ha definito il Pngla 2025-2027 all'insegna della trasparenza e di tempi certi per visite ed esami. Grazie a una Piattaforma Nazionale, integrata con quelle regionali, infatti, saranno forniti dati in tempo reale sulla disponibilità delle prestazioni e sulle classi di priorità. I cittadini, inoltre, potranno consultare le informazioni aggiornate su tempi medi di attesa per visite specialistiche e interventi; disponibilità delle strutture sanitarie per determinate prestazioni; diritti e doveri in caso di sforamento dei tempi previsti. Per i cittadini sono infatti previste sanzioni se non si disdice l'appuntamento almeno 48 ore prima.
Gli attacchi informatici nella sanità sono aumentati del 50% nel 2023 rispetto all’anno precedente. La metà di questi attacchi ha causato un peggioramento dei servizi, influenzando la disponibilità di prenotazioni, visite e compromettendo la privacy dei pazienti. A Potenza, durante una delle tappe della campagna informativa dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Alfredo Mantovano ha sottolineato: "Il settore della salute è molto colpito dagli attacchi cibernetici, che sono al terzo posto dopo quello manifatturiero e quello della vendita al dettaglio. Non si tratta solo di numeri, si tratta della vita di persone vulnerabili".