Il nostro Ssn è sempre più in affanno e il diritto alla salute è sempre più compromesso. Tra le nazioni del G7 l’Italia per spesa sanitaria pubblica pro-capite nel 2023 si colloca in ultima posizione. La Fondazione Gimbe lancia un appello all’Esecutivo chiedendo una rapida inversione di rotta, da tracciare nella Legge di Bilancio 2025 per non scivolare inesorabilmente "in 21 sistemi sanitari regionali regolati dalle leggi del libero mercato, dove le prestazioni saranno accessibili solo a chi potrà pagare di tasca propria o avrà sottoscritto costose polizze assicurative".
Ridurre le liste di attesa, facilitare l’accesso alle cure e fare leva sull’innovazione tecnologica per migliorare l’organizzazione del Servizio sanitario nazionale. Sono queste le priorità indicate dai cittadini, che emergono dalla quarta edizione dell’Outlook Salute Italia di Deloitte. La sanità pubblica continua a essere la prima scelta dei cittadini per le attività di prevenzione. Mentre cresce il ricorso a quella privata per esami di laboratorio e diagnostica strumentale.
Da un'indagine effettuata da Cittadinanzattiva, nella seconda metà di giugno, emerge che solo 9 regioni su 20 forniscono online l’aggiornamento dei tempi di attesa a giugno 2024. I dati, inoltre, vengono forniti in almeno tre diverse modalità, il che ne rende difficile il confronto spesso anche all’interno dello stesso territorio. L’indagine si è concentrata sull’analisi dei tempi di attesa di sei prestazioni in tutte le regioni: prima visita cardiologica, prima visita pneumologica, prima visita ginecologica, prima visita oncologica, ecografia addome completo, mammografia.
Un nuovo studio sulle opportunità dell’Ia nel settore delle Life Science, pubblicato da QBE Insurance Europe, evidenzia come le nuove tecnologie stiano ridefinendo il settore attraverso: l'accelerazione della scoperta e sviluppo di farmaci; la personalizzazione di terapie e l'utilizzo di dispositivi medici in base ai profili genetici individuali. Tuttavia lo studio mostra anche l'esistenza di rischi da gestire.
Dopo 15 anni l'Agenzia Italiana del Farmaco ha revisionato la classificazione e la conduzione degli studi clinici osservazionali sui farmaci nell’ambito della normativa italiana di adeguamento ai requisiti del Regolamento dell'Eu, fornendo indicazioni sul loro corretto inquadramento e sugli aspetti operativi da tenere in particolare considerazione nelle attività regolatorie di conduzione e di valutazione da parte dei Comitati etici.